Equilibrio – Capitolo 1

6:41.
Grazie alla carica residua del telefono, l’immancabile sveglia, puntuale, anche stamattina, suona.
Una manciata di minuti prima che il mondo impallidisca nella luce bianca del mattino.
Ciao Tom.
Non puoi vedermi.
Ma io sono qui, accanto a te.
Ti osservo.
Mentre sbatti ripetutamente le palpebre,
per essere certo di aver aperto gli occhi per davvero.
Quando allo scatto dell’interruttore, la luce non si accende.
Emetti un lungo sospiro. “Poco male”, pensi “sarà il salvavita”. Ti alzi.
Con una certa destrezza, nonostante l’ultima sfumatura di buio che disegna tonalità di ombre intorno a te,
superi il corridoio. Raggiungi il bagno.
Conosci bene la tua casa.
Lo schermo del telefono che ora tieni in mano, emette una luce sufficiente per orientarti.
Vedere dove metti le mani e se centri il buco.
Sciacquone. Ok.
Resto sulla porta. Non reagisco.
Niente acqua per lavarsi le mani dopo aver usato la toilette. Ovvio, no?
“Ok” dici “quadro elettrico”. A questo punto sei già scocciato.
Apri lo sportello di plastica con un gesto nervoso. S’incurva sotto la forza delle tue dita.
Ma non è il salvavita ad aver interrotto la corrente elettrica. “M***a, è vero! … quel maledetto foglio appiccicato all’ingresso. Diceva: interruzione energia elettrica… il 4 marzo…oggi è il 4 marzo?”.
Riattivi lo schermo per verificare la data. “che diceva? Fino alle… ? Boh, ricordo solo di averlo degnato di uno sguardo approssimativo. Tra 30 minuti al massimo sarò fuori di casa. Problema risolto. La manutenzione riguardava solo il nostro quartiere.”
Accompagni lo sportello con un dito. Ma al momento di chiuderlo, lo spingi con forza con il palmo della mano. Una volta. Due volte. Sempre più vigorosamente. Tanto che si riapre. Ti ribolle il sangue.
Ma mi sorprendi perché cambi subito direzione.
E pensi: “Dov’ero rimasto ? Ah! che mi serve subito un caffè.”

Anna_X

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