Equilibrio – Capitolo 15

Un clic.
E poi le sue parole.
“Sei un maledetto bastardo”.
Hai appena il tempo di girarti quando Reese preme il grilletto.
Due colpi.

Cadi sul pavimento, con la faccia che finisce proprio sul mio sangue.
Riesci a rigirarti.
Reese è in piedi davanti a te che nella calma più assoluta ti si avvicina.

Fai per dire qualcosa ma pensi che sia tutto inutile.
Le prove sono davanti ai suoi occhi.

Proprio per questo, prende la mira e ti fa un buco proprio in mezzo agli occhi.

Muori pensando con disgusto al sapore metallico che si espande nella tua bocca.
Con la lingua cerchi di spingere fuori i miei fluidi mentre al contrario, un’ultimo spasmo te li fa ingoiare.

Si spegne con te tutto il male che mi hai fatto.

Reese è un agente di polizia del nostro distretto.
Tiene gli occhi puntati su di te.
E’ giunto sul posto da solo. Ti ha aspettato per quasi due ore.
Nessuna pattuglia di supporto è in arrivo.

Nella periferia della città stanno scoppiando agitazioni.
I sistemi di sorveglianza sono spenti e sarà facile farla franca, ora, per sciacalli e malviventi.
Con le forze dell’ordine ridotte ai minimi termini e le volanti che resteranno ferme nei depositi per sempre.

La priorità di Reese ora, è quella di dimostrare che si è trattata di legittima difesa.

Anna_X

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