Equilibrio – Capitolo 16

Dichiarerà che si trovava di pattuglia. Procedeva a passo d’uomo lungo la nostra strada.
E’ stato attratto da delle grida che provenivano dall’interno del nostro residence.

Sebbene questo giorno segnerà l’inizio di labilità, disordini e crimini a dir poco impossibili da gestire a livello capillare, da bravo agente Reese ha sentito l’impulso di intervenire.

Ha perlustrato il vano scale.
Poi, mentre si dirigeva verso l’uscita, si è imbatutto in te.
Aprivi la porta del nostro appartamento.
Lui era in borghese. Credendolo un malintenzionato e gli hai gridato:
“Che c**** ci fa qui amico? Chi ti ha fatto entrare? E’ un residence privato”.

Stava per risponderti che era un agente di polizia quando hai perso le staffe.
Lo hai spinto con forza contro il muro.
Non appena ha reagito, lo hai colpito con tutta la tua forza allo stomaco.
Reese è caduto a terra.

L’ hai visto estrarre una pistola dalla fondina allacciata sotto il giubbetto.
Sei corso in casa. Ogni occasione è buona per te. Per lasciarti andare alla rabbia.

Hai afferrato un tuo trofeo con il basamento di marmo.

Sei riuscito a sorprenderlo. Lo hai colpito al volto. Fratturandogli la mandibola.

Stavi per richiudere dietro di te la porta ma ti ha raggiunto.
Ha visto il pavimento ricoperto di sangue.

Tu stavi per colpirlo nuovamente.
Così ti ha sparato.

Sì, questa versione avrebbe retto.

Anna_X

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