Equilibrio – Capitolo 25

Ho riposto il sacchettino in cucina.

Aveva un certo peso ma il volume dell’oggetto era piccolo.
Non riuscivo ad indovinare cosa fosse.

Meglio così. Perchè amo le soprese.
Ho l’istinto di farmi sempre un sacco di domande che mi portano a mille supposizioni.
E quindi spesso a scopro le cose prima del tempo.
Ho deciso di prolungare quel momento così insolito e divertente.
Mi sono allontanata.
Avrei ripreso in mano il pacchettino solo dopo aver concluso le pulizie della giornata.

Prima venivi tu.
Prima veniva il mio dovere.
Che era di farti contento.
Come lo eri quando andavamo a trovare tuo padre.

Mi mettevo ai fornelli al mattino presto.
Preparavo i vasetti ed i contenitori perchè potesse conservare le scorte per tutta la settimana.

Qualsiasi tempo facesse, ci attendeva sotto il portico.
Seduto composto, con la schiena dritta come un bambino che aspetta di ricevere il regalo di compleanno.
Con la camicia della festa.
E l’acqua di colonia.
“Ecco i miei ragazzi.”
Lo diceva solo dopo averci osservati scendere dall’auto e superare il vialetto d’ingresso.
Mai prima.

Forse l’emozione di rivederti gli stringeva la gola.
Lui era tutto per te .
E tu lo eri per lui.

Forse voleva farci desiderare quel saluto.
In effetti con me ci riusciva.
Quella frase cominciava a risuonarmi in testa da quando spegnevi l’auto.

Anna_X

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