Equilibrio – Capitolo 4

Torni nella zona giorno.
Un rumore secco fa eco da sotto una mattonella che non aderisce completamente al sottofondo, mentre i tuoi passi si fanno più sicuri nella luce fioca che ha inghiottito,
come un’onda densa e pesante, l’oscurità di 21 minuti fa.
Anta della credenza. Cigolio. Sì chiude. Toc.
La tazzina sul ripiano. Toc.
Uno slancio atletico che si stronca subito e si schianta con un leggerissimo, lontanissimo rumore di metallo: il cassetto degli utensili.
Pensi al notiziario? No, niente. Led spento.
Quel minuscolo buco nero, vuoto, inverosimilmente profondo, ti dà l’impressione che in realtà nasconda l’occhio di qualcuno che ti osserva.
Incredibile come un pò di buio ti renda paranoico.

Invece che ti osserva da mezzo passo, ci sono io.
E ammettilo che adesso ci pensi.
Lo vedo da come indietreggi sorseggiando il caffè.
Mentre distendi la fronte tesa come un elastico pieno di crepe.

L’aroma del caffè sembra più forte del solito ma non riesce ad essere neanche lontanamente amaro come te.

L’unico parlare inanimato è il cucchiaino che mescola a ritmo irregolare il caffè.
Raschi il fondo come se lo zucchero provenisse da lì.
Una domanda attraversa veloce la tua mente: cosa faremmo se non tornasse più l’elettricità ?
E senti qualcosa simile ad un vuoto nella testa. Una vertigine.
Ma la tua tabella di marcia ti ricorda che è ora di sbrigarsi.
L’ultimo sorso di caffè finisce nello scarico del lavandino.
.
Anna_X .

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