Equilibrio – Capitolo 6

“Risciacquo prima lo spazzolino, meglio.
Aspetta : la bottiglia….il bicchiere….sciaquo, sputo.
Per fortuna non devo rifarlo domani.”
Appoggi i polsi sul lavandino ed esali un lungo respiro.
A testa bassa.
Ti piace quando inali il tuo odore.
Rialzi la testa.
Fai una breve pausa “sguardo-intenso al profilo destro riflesso nello specchio.”
Strizzatina d’occhi.
Alcune gocce viscide cadono dal tuo mento squadrato perfettamente rasato ed impermeabile.
Asciugamano.
“Ok fa ancora piuttosto buio per avere una giusta visione d’insieme, ma mi sembro a posto.
Fa un c***o di freddo stamattina, senza il riscaldamento acceso.
Fottuta città”.
Giacca.
Soprabito.
Borsa.
Vialetto.
Auto.
Semafori spenti.
Poi lampeggianti.
Poi finalmente verdi perchè, come ricordavi, tutto funziona alla perfezione nel quartiere dove lavori.
Sbarra.
Bip automatico del Telepass.
Il tuo posto è sempre libero.
E sempre quello.
Risali due rampe di scale e cammini al centro del marciapiede.
Avanzi a zig zag tra le folate di vento gelido che ti sollevano il bavero del soprabito.
Ogni quattro passi ti fermi per mettere a fuoco lo schermo del telefono dove scorri in velocità i contenuti delle email che stai già scaricando.
Non vuoi sorprese o scocciature appena arrivato in ufficio.
E’ proprio da te.
Odi le complicazioni, gli imprevisti.
E soprattutto le sorprese

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Il dono di Verdacqua

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