Equilibrio – Capitolo 7

Cammini a passo svelto sulla moquette grigio chiara dell’ufficio.
Immacolata come il tuo CV.
Scambi saluti più simili a grugniti che a parole.
Lasci cadere la borsa sulla scrivania.
Si affloscia appena e si assesta sul dorso.
Ti siedi.
90° sulla sedia girevole.
Avvio del Pc.
Tra un’ora i nuovi progetti per le compagnie antincendio passeranno al vaglio del Presidente.
Dovrebbe significare una promozione per te.
Pensi già al tuo conto corrente.
Al biglietto aereo.
Alle dimissioni che arriveranno sulla scrivania di Schuhmann quando sarai già a tremila miglia di distanza.
Inserisci la password.
Ma. Improvvisamente il pc si spegne.
Fai sobbalzare ripetutamente il ginocchio, mentre ripremi il tasto avvio.
“Dai! Dai ! Ma che c***o”
Sollevi il ricevitore e digiti l’interno del s.a.t..
Tu-tu-tu-tu-tu…..
Ripremi nervosamente per prendere la linea.
Tuuuuuuu…
“Maledizione. Se è uno scherzo cadrà qualche testa”.
Rifai mezzo giro sulle ruote e osservi la scena che prende vita oltre il vetro che separa il tuo ufficio dalle 20 postazioni in open space.
Come pistoni di un motore, i tuoi subordinati si alzano a turno e si guardano con fare interrogativo oltre le paratie dei box.
E’ tutto spento. Tutto. I telefoni, i computer, le luci.
Anche la ventilazione forzata sembra perdere colpi.
Cominciano a pensare.
Frank si fa temerario e dice: ci prendiamo una giornata di ferie?
Fino ad un minuto prima parevano tutti secchioni.
Adesso sembra che abbiano tutti qualcosa di irresistibilmente divertente da fare fuori da qui.
“Ipocriti” ti sento pensare.
Il loro brusio si fa penetrante e fastidioso.
Sei accaldato. Afferri il cellulare. Le tue dita lasciano impronte traslucide sul suo bordo che scivola impercettibilmente sotto la tua stretta, aumentando il carico della tua rabbia.
Selezione veloce. “Becky”.
.
Anna_X .

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