Capitolo 1

Capitolo 1

1 marzo 2016

Scrivo questo diario che, anno dopo anno, è diventato un libro.
Non da scrittrice ma da semplice essere umano.
Con errori e pensieri difficili da districare. Sono parole che inspiegabilmente le mie mani hanno udito e trascritto. A mia insaputa.
Invisibile in mezzo a migliaia di altre vite, ho vissuto una condizione di difficoltà alla quale non avrei mai pensato di sopravvivere.
Conosco storie di chi ha superato grandi ostacoli. Ho imparato da ognuna di esse. Ma nessuna mi è stata davvero d’aiuto. Perchè le mie domande erano troppo complicate.
All’inizio questo mi ha scoraggiata.
Ho affrontato un dolore spaventoso e indefinibile. Agli altri sembrava insensato.
Tanto da insinuare che lo stessi inventando.
Così senza indicazioni nè certezze, ho affrontato un viaggio da sola.
Portando dentro smarrimento e panico.
Assistendo al crollo della mia persona. Alla mia morte interiore.
Convivendo con il dubbio di aver perso per davvero la ragione.
Ma più di tutto ho sentito che era necessario trovare una soluzione per resistere.
E ho finito per costruirmi un modo nuovo di vivere e un nuovo spazio dove farlo.
Che ho finalmente potuto chiamare Me.
Perchè ad un certo punto non solo mi sono sentita persa, ma ho capito che non mi ero mai trovata.
Ciò che sto per raccontare farà nascere incredulità in chi mi conosce fin da bambina.
Ma vi prego di leggere e non preoccuparvi di questo. Lo sto mettendo in fila solo per accompagnarvi da me. Ora.
Lì nel mezzo c’è la storia che vorrei farvi conoscere.
Di una forza invisibile ma grande. Di un’incredibile rinascita.
Del coraggio di voler condividere il mio segreto con tutti.
Non sono così comprensibile da poter essere replicata. Non sono quasi niente.
Ma in questo mio non essere, chi è di fronte a domande veramente grandi, troverà il sollievo di chi non ha più bisogno di risposte. Perchè sono forse ciò che ogni persona cerca.
Perchè mi sento una speranza.
Mentre scrivo queste parole sto per compiere 41 anni.
Più di 10 anni fa, la mia vita è ripartita da zero.
Sebbene non l’avessi chiesto.

Share :

Twitter
Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il dono di Verdacqua

Ho un sogno: parlare di felicità ai bambini e sono a un passo dal realizzarlo. Ti ho scelto per sostenermi: con il tuo aiuto pubblicheremo la mia fiaba e costruirò un progetto di volontariato dedicato ai più piccoli.