Capitolo 11

Capitolo 11

Dichiaravo spesso grande amore alla mia famiglia.
Con biglietti, regali e piccole soprese.
Mi canzonavano perchè dicevo di amarli ma poi ero spesso impegnata in mille attività fuori casa.
Io in realtà li amavo non solo quanto dicevo, ma anche molto, molto di più.
E speravo in cuor mio che, nonostante le loro parole, comunque lo capissero.

Diventando più adulta ho conservato quegli occhi “grandi”.
Sentivo le cose risuonarmi dentro e lasciare in me ricordi indelebili. Immagini e parole che si ripetevano.
Di cui memorizzavo odori e suoni.
Una memoria sempre attiva.
Senza archivio dove i pensieri andassero a riposare.

Ogni esperienza generava sentimenti molto forti, non sempre piacevoli.
A quel punto un meccanismo, forse per difesa, ha preso forma.
Affrontavo tutto con incrollabile ottimismo, cosa alimentata anche dall’ambiente cattolico in cui ero cresciuta.
Ostentavo sempre dolcezza e positività.
Anche quando avevo paura. Soprattutto quando avevo paura.

La vita mi aveva fatto sentire quanto fosse terribile ritrovarsi soli e sentirsi smarriti.
Non volevo che capitasse anche a qualcun altro di pensare che se il mondo crolla, si crolla tutti.
La vita può offrire molto ma anche togliere senza preavviso.
E senza provvedere a darti alcun conforto.

A questo punto, non avrei cambiato idea, nessuno avrebbe intaccato la mia voglia di essere una persona attenta e dove avrei potuto, il più generosa possibile.
Avrei cercato sempre una soluzione e affrontato tutto confidando che le cose avrebbero inevitabilmente preso la piega giusta.
Avrei dovuto avere solo sufficiente pazienza.
Mi era stato insegnato che i buoni sono sempre nel giusto.
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Anna_X

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