Capitolo 13

Capitolo 13

Le questioni più complicate si sono via via risolte e la vita ci ha dato un pò di tregua.
A tavola si guardava la tv ma ora lo si faceva immersi nel buonumore.
Mio padre fischiettava sempre. Ah! e cantava i ritornelli in inglese delle canzoni più in voga.
Poi mi diceva: “come on!” e “ok, baby!”.
Ecco perchè per me è stato naturale credere che conoscesse perfettamente la lingua inglese.
Ho realizzato che, studiandolo a mia volta, avrei potuto comprendere il significato di centinaia di canzoni che amavo alla follia. Che cosa straordinaria.

Il risultato? Sono cresciuta con la fissazione per questa lingua. E per la Gran Bretagna.

A 14 anni, dopo aver stressato ogni persona che conoscessi, sono riuscita a farmi recapitare tra le mani un libro in inglese. Non scelto da me ovviamente. Il mercato, all’epoca, era davvero carente di edizioni in lingue straniera, nella mia provincia.
Così mi è arrivato “Il nome della Rosa”.

Che ci crediate o no, l’ho letto tutto. Ad alta voce.
Sì, sebbene a scuola fossi ad un livello poco superiore a:
“Hi, what’s your name?”
“My name is Bob Evans”.
Sebbene non sapessi nemmeno se stavo pronunciando qualcosa di sensato. L’ho letto e amato.
E dimenticato anche naturalmente.
Ma per me era stata un’esperienza pazzesca.
Ero lontanissima da quel paese ma qualcosa di viscerale mi legava ad esso.
E così sarebbe rimasto per tutta la mia vita.
D’altraparte mia madre preparava anche un tè meraviglioso.

Davanti ad ogni tazza penso al mio grande amore per l’Inghilterra.
E a chi mi ha dato il cuore per mettercelo dentro.

Anna_X

Share :

Twitter
Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il dono di Verdacqua

Ho un sogno: parlare di felicità ai bambini e sono a un passo dal realizzarlo. Ti ho scelto per sostenermi: con il tuo aiuto pubblicheremo la mia fiaba e costruirò un progetto di volontariato dedicato ai più piccoli.