Capitolo 18

Insomma credevo che niente mai più sarebbe cambiato.
Avevo una vita “fuori” ed una “dentro”. Invece ad un certo punto, quell’equilibrio su cui muovevo passi attenti come un funambolo, quel processo “penso-valuto-decido-faccio e tengo tutto sotto controllo”, si è interrotto.

Ero sposata e ad avevo un buon lavoro ma conservavo un’idea di me che non mi piaceva.

Mi consideravo una persona mediocre e per niente attraente. E per timore che gli altri lo venissero a sapere, mi sforzavo di tenere nascoste le mie vere emozioni.

E’ difficile da credere eppure posso giurare di non averlo fatto apposta. Mi sembrava naturale avere dei dubbi. Cercare di migliorarmi. Per non dare fastidio.

Invece. Ho sortito l’effetto opposto.
A 30 anni sono scivolata in un vortice che io stessa avevo alimentato.

Tutto è accaduto nel luogo più vicino ed allo stesso tempo più lontano dai miei occhi e quelli della mia famiglia: dentro di me.

Anziché dare un senso ai miei giorni ed esserne una guida, in pochi mesi i miei pensieri sono divenuti una lingua incomprensibile.

Mi hanno condotta in un luogo sconosciuto. Dove non mi capivo più. E dove non avevo più controllo, né soluzioni. Solo paura.

Anna_X

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