Capitolo 46

Non importava se non fossimo parenti o se da anni che non ci frequentassimo più. Non voleva lasciarmi andare.
Finalmente avevo incontrato qualcuno che capiva. E a mia volta ho compreso una lezione importante: ci sono persone che ci aspettano a braccia aperte, dall’altra parte del mondo e sta a noi ricordarci di guardare sempre anche lontano.
Quella notte ho dovuto giurare. Perchè Barbara aveva bisogno di sentirmelo dire. L’ho fatto. Ma non per me. Io non avevo più dubbi. Quello che avevo appena vissuto era quello che volevo vivere nella mia vita.
E che nella mia vita di adesso non esisteva.

Non ritenevo sufficientemente valido ciò che provavo e per questo non reagivo.
Questo è stato il mio errore più grande. L’ho capito molti anni dopo.
Quando sono stata pronta a conoscere e amare la persona che dovevo essere fin dall’inizio, contro la quale, per svariate ragioni, ho lottato portando grande sofferenza nella mia vita.

Nel 2009 avevo bisogno di qualcuno di esterno a dirmi che contavo qualcosa.
E Barbara è stata quella persona.

Mi ero intestardita di dover capire il motivo per cui ero caduta in quella situazione assurda.
Cercavo una ragione razionale, logica.
Che invece non esisteva.
Così avevo aspettato a lungo, rischiando quasi di morire, restando ferma immobile a consumarmi di freddo.

La vita non è sempre disposta a spiegarci il motivo per cui, a volte, dobbiamo prendere in mano la nostra esistenza e stravolgerla. Non ce lo spiega perchè non siamo pronti, non siamo ancora in grado di comprendere. In realtà siamo noi stessi a creare i nostri percorsi. Anche quando non riusciamo ad ammetterlo. In certi momenti avere fede è ciò che serve. In cosa dovremmo credere ?
In quel “qualcosa di più grande” che crediamo di non meritare ma invece aspetta proprio solo noi.
Qualcosa di più grande che siamo semplicemente noi stessi.
Quando abbandoniamo le nostre paure

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