Capitolo 6

Capitolo 6

Non mi sono mai serviti armadi magici o fate o babbi natale. Dentro di me esisteva un mondo incantato che non smetteva mai di creare nuovi pensieri. Sognavo ad occhi chiusi e aperti. Facendo i compiti, dormendo o sfiorando con un salto il pallone degli avversari che tentavano di colpirmi a “palla prigioniera”. Entravo in ogni mondo. In ogni oggetto che mi si presentava davanti. I raggi X della mia fantasia puntavano e perforavano la realtà per portarmi oltre. Ad immaginare chi aveva scritto l’etichetta del tal prodotto. Le ho sempre lette tutte. Chi aveva deciso che l’acqua si dovesse chiamare così. Piuttosto che oca. E mi innervosivo nel pensare: e se io avessi voluto chiamarla oca? Perchè non ho potuto decidere io? Perchè sono nata quando tutto è già stato inventato? (rido sempre a questo ricordo).
Poi c’era la televisione. Con i bottoni grigi di metallo. Immobili e freddi. Per cambiare canale dovevi alzarti, raggiungere la tv e spingere con tutta la tua forza. “Stock!” Solo cinque canali. Ma che hanno significato il tormento per mia madre. Volevo qualsiasi cosa vedessi. Un abito bellissimo: “Mamma me lo fai?” Mille volte al giorno. Ma il tormento più grande è stato l’imbroglio dell’illusione. Vedevo gente trasformarsi. Volare. Respingere proiettili con un braccialetto di metallo. Trovare alieni in giardino.
Mi guardavo in giro dappertutto. Costruivo bacchette magiche con i tubi in carta dei Baci Perugina e ritagli di copertine dei vecchi quaderni. Mi ostinavo a voler vivere nella realtà tutto ciò che mi affascinava. La delusione più grande? Il bagnoschiuma. Bagni con montagne di bolle di sapone da cui usciva solo la testa. Neanche se versavo un barattolo intero, a me riusciva.
Ho sempre pensato che se qualcuno rappresenta qualcosa, significa che da qualche parte l’ha vista. Che la vita nasconde un sacco di segreti ma esiste chi li conosce.
E io li volevo scoprire a mia volta.
Quello che forse non scoprirò mai è la risposta alla domanda più importante: ero così curiosa e ostinata, un po’ strampalata, ma perchè ?

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